Matrimonio e superstizione: un binomio quasi perfetto

“Non è vero…ma ci credo!” scriveva il grande Peppino de Filippo. Una battuta che si associa assai bene a molte delle tradizioni o superstizioni che ruotano attorno al magico momento delle nozze e che, se ben sfruttate con un tocco di inovazione e originalitĂ , possono contribuire alla riuscita dell’evento.

Mentre alcune usanze sono rimaste praticamente inalterate, altre considerate ormai obsolete o di cattivo gusto sono state abbandonate negli anni dagli sposi. Vediamone alcune!

lancio del bouquet

Il lancio del bouquet della sposa
Secondo la tradizione dovrebbe avvenire all’uscita della chiesa o dal luogo della cerimonia ma sempre più frequentemente oggi viene lanciato alla fine del ricevimento, prima che gli ospiti comincino ad abbandonare la festa. La sposa raduna dietro di se le ragazze ancora nubili e lancia il suo bouquet senza guardare: chi riuscirà ad afferrarlo sarà la prima a sposarsi o per meglio dire la prima a ricevere una proposta di matrimonio (entro l’anno!). Se consideriamo che i fiori usati in antichità erano esclusivamente fiori d’arancio, che oltre a significare abbondanza, felicità e prosperità, significavano anche una richiesta di matrimonio tutta la storia appare più chiara.

Suonare il clacson
Se vi sposterete in auto dal luogo della cerimonia a quello del ricevimento, è probabile che l’intero corteo nuziale, come d’usanza, si faccia riconoscere suonando il clacson a più non posso. Ma quella che può sembrare una semplice tradizione o un modo per annunciare il proprio passaggio, in realtà, nasconde un significato scaramantico: far rumore servirebbe infatti ad allontanare gli spiriti maligni, per iniziare così il proprio percorso insieme sotto i migliori auspici. Un’altra variante è la tradizione di attaccare dei barattoli all’auto degli sposi

Credits: Ginaswedding.it
damigelle matrimonio

Fondamentali le damigelle!
Mai sposarsi senza: che sia una bambina o un corteo di damigelle d’onore amiche o parenti della sposa, la loro presenza simboleggia un rito egizio che invocava la presenza di ragazze che, grazie ai loro abiti eleganti da cerimonia, confondevano gli spiriti maligni accorsi per augurare sfortune e nefasti, evitando che individuassero la vera sposa.

Il giorno giusto
Conoscete il detto: “NĂ© di Venere nĂ© di Marte non ci si sposa e non si parte”? Secondo le credenze, non ci si può sposare di martedì perchĂ© è il giorno consacrato a Marte, dio della guerra, mentre il venerdì, secondo la cabala, è il giorno in cui furono creati gli spiriti maligni. Paese che vai usanza che trovi… pensate che in Norvegia è proprio il venerdì – giorno consacrato a Venere e quindi romantico per eccellenza – il piĂą gettonato dalle coppie!

Portare la sposa in braccio oltre la soglia di casa
In epoca medievale, in Europa, si è diffusa questa usanza. Molti credevano che la sposa fosse vulnerabile agli influssi degli spiriti maligni, soprattutto attraverso le suole dei piedi. Per evitare di portare qualche spirito malvagio con lei nella nuova casa, lo sposo la portava in braccio.

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